Partire in tandem e viaggiare per il mondo portando un messaggio di integrazione e arricchimento. Perché viaggiare in tandem? Molto semplice: uno di noi due è non vedente e per quanto riconosciamo di essere stravaganti e pieni di buoni propositi, almeno per ora forse è meglio non metterlo alla guida di una bicicletta!

La realtà dei non vendenti è vicina e lontana anni luce da quella dei “normodotati”: vicina perché anche un non vedente può raggiungere, non senza sforzi, una condizione di autonomia pressoché totale, lontana perché lo fa attraverso canali e modalità talvolta molto diverse rispetto ai vedenti.

Ed è qui che entrano in gioco le due ruote: la nostra esperienza ci sta insegnando che anche il viaggio, con le sue infinite sfumature esperienziali e la sua vasta gamma di emozioni, incontri e sensazioni, è alla portata di un non vedente. Viaggiare in bicicletta, in tandem, porta con sé un bagaglio di evenienze impossibili da trovare in un viaggio compiuto con mezzi di trasporto convenzionali, ma soprattutto restituisce ad un non vedente la parte di emozioni e sensazioni che inevitabilmente gli è preclusa viaggiando attraverso altre modalità.

Partiremo da Roma per poi risalire l’Italia e abbandonarla entrando in Slovenia. Da qui i paesi che attraverseremo nell’ordine saranno: Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirghizistan, Kazakistan, Mongolia e Cina.

 

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